Cardioprevenzione - Prof. Sanguigni
Le malattie cardiovascolari rappresentano tuttora la principale causa di morte nel mondo. I dati provenienti dll'organizzazione mondiale della sanità ( WHO-World Health Organization),che rappresenta l'unico valido osservatorio a livello mondiale dello stato di salute e malattia, indicano come le malattie cardiovascolari (Infarto, Ictus,Ipertensione ,ecc.) siano responsabili di un terzo delle cause di morte "globale" (inclusi eventi catastrofici,guerre e accidenti) nel mondo.Si stima che circa 17,1 milioni di persone sono morte per malattie cardiovascolari nel 2004, con il 30% di tutti i decessi a livello mondiale. Di queste morti 7,2 milioni erano dovute ad infarto del miocardio e 5,7 milioni a ictus. E una proiezione indica come nel 2010 la malattie cardiovascolari saranno la prima causa di morte anche nei paesi "emergenti" (Cina, India ecc.) Entro il 2030, quasi 23,6 milioni di persone moriranno di malattie cardiovascolari, principalmente per infarto del miocardio e ictus. L'incremento percentuale maggiore si verificherà in Asia (India e Cina).
La situazione Italiana è in linea con quella del resto del mondo. Infatti in Italia,nonostante la cosiddetta dieta mediterranea, i dati del WHO indicano come nel 2002 le malattie cardiovascolari (ischemia cardiaca,ischemia cerbrale,ipertensione) siano state il 32% della cause di morte (i tumori rappresentano l'11%) . Nel nostro paese ogni anno circa 240.000 persone muiono per malattie cardiovascolari. L’infarto rappresenta la prima causa di mortalità e l’Ictus laprima causa di disabilità permanente.
Esistono una serie di fattori, detti fattori di rischio cardiovascolare, che favoriscono lo sviluppo e le complicanze, aumentando, quindi, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di ammalare in un certo periodo di tempo. Sono causati soprattutto dall’esposizione a comportamenti e stili di vita non salutari.
Ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fumo ,diabete, obesità e inattività fisica sono i principali fattori che influenzano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.
Il rischio è continuo e aumenta con l’avanzare dell’età, pertanto non esiste un livello in cui il rischio è nullo.
La maggioranza dei soggetti a rischio non sono riconosciuti o non sono trattati. Riuscire a riconoscere i soggetti a rischio di eventi cardiovascolari vuol dire prevenire l’insogenza di un malattia potenzialmente mortale o altamente invalidante per tutta la vita o trattarla in maniera precoce e quindi efficace, evitando la progressione verso uno stadio irreversibile e grave.
Che cos'è la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari?
Consiste nell’adottare uno stile di vita tale da impedire l’insorgenza dei fattori di rischio: attività fisica, dieta mediterranea, mantenere il peso ideale, controllare lo stress derivante dai fattori psico-sociali, ricercare e i trattare i fattori di rischio prima che si manifesti qualsiasi forma di malattia cardio-vascolare: grassi nel sangue(colesterolo e trigliceridi), ipertensione arteriosa, diabete, cessare di fumare, attività fisica regolare.
Che cos’è la prevenzione secondaria della malattie cardiovascolari?
Consiste nell’effettuare in pazienti affetti già da pregresse patologie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, pregresso infarto del miocardio o ictus, ecc.) dei controlli clinici e degli esami diagnostico-strumentali mirati per prevenire una nuova insorgenza (recidiva) di patologie cardiovascolari potenzialmente letali o altamente invalidanti per la qualità di vita futura del paziente.
La prevenzione cardiovascolare quindi non è un concetto astratto e mitologico, ma è una reale oppurtunità di migliorare la nostra qualità di vita. Anche perché le persone pìù longeve sia da un punto di vista fisico che psichico sono quelle che sono arrivate ad una età avanzata con un apparato cardiovascolare il più integro possibile. Invecchiare bene vuol dire soprattutto prevenire anche le malattie cardiovascolari.